Dall'inizio di gennaio 2007 ha preso vita un comitato che si propone di riportare l’attenzione sul territorio sebino – camuno, in modo particolare su quello acquatico: il suo nome
“CHIEDETELO AL CIGNO”
Crediamo che ogni commento all'immagine che abbiamo usato come logo sia superfluo !!!
I nostri politici e amministratori si affannano, nelle loro conferenze stampa e nei loro convegni a sostenere che tutto è sotto controllo, che presto tutto sarà sistemato, ma gli anni passano e … i problemi restano. La realtà è ben diversa!
Volete sapere la verità sulla qualità delle acque del Sebino?
… CHIEDETELO AL CIGNO !
per informazioni e per contattarci visitate il nostro sito:
www.3torricastro.org
Tutto è iniziato quando, il 12 dicembre 2006, come circolo culturale, abbiamo spedito la seguente lettera aperta.
Spett.le Sig. Cavalli
Presidente della Provincia di Brescia
e. p.c Presidente Regione Lombardia
Presidente Provincia di Bergamo
Presidente Comunità Montana Valle Camonica
Presidente Comunità Montana Alto Sebino
Presidente Comunità Montana Basso Sebino
Giornali e TV locali
In questi ultimi giorni abbiamo assistito sulle tv e giornali locali alla celebrazione del “GRANDE SOGNO”.
Dopo oltre un decennio finalmente il demanio sciabile dell’alta Valle Camonica, si è arricchito di una nuova infrastruttura che per il turismo valligiano rappresenterà sicuramente una grande opportunità per un ulteriore sviluppo futuro.
Il maggior afflusso di turisti, creerà ulteriori problemi per la disastrata viabilità Camuna, è auspicabile come per altro promesso anche dal ministro Di Pietro che riaprano i numerosi cantieri ormai fermi da anni della statale 42.
Fino a qui, tutto bene o quasi, ma …
Noi cittadini bergamaschi e bresciani che viviamo sulle rive del lago d’ISEO, vogliamo dirLe che anche noi abbiamo un “GRANDE SOGNO” e che lo stiamo aspettando ormai da quasi 30 anni.
Il nostro sogno è quello di vedere risanate le acque del nostro amato SEBINO per farlo diventare di nuovo il protagonista della nostra quotidianità e del nostro possibile sviluppo turistico futuro.
Le comunità che si affacciano sulle rive del lago si sono dotate con grandi sforzi economici di impianti di depurazione, ma la qualità delle acque non potrà migliorare fino a quando la Valle Camonica continuerà a scaricare i propri liquami nel fiume Oglio. Il potenziamento turistico, se da un lato per i suoi risvolti economici è estremamente positivo, dall’altra parte andrà ulteriormente ad aggravare una situazione che è già di per sé gravissima.
Vogliamo ricordarle che la metà della popolazione Camuna, circa 47.000 abitanti, non sono dotati di scarichi depurati.
Con questa nostra lettera aperta,
chiediamo
- che venga attivato nel più breve tempo possibile il depuratore sito nel comune di Esine, inutilizzato da circa 5 anni. Situazione indegna che non fa sicuramente onore agli amministratori Camuni.
- che venga risolta la diatriba che si protrae da anni tra i comuni di Edolo, Sonico, Malonno riguardante l’ubicazione del depuratore dell’alta valle, al fine di dare inizio alla sua costruzione.
- che la Provincia faccia pressione sugli amministratori della Valle Camonica affinché inseriscano nelle loro agende di lavoro progetti che prevedano il collettamento e la depurazione degli scarichi fognari.
Chiediamo inoltre la Sua disponibilità per un incontro pubblico con i cittadini e gli amministratori dell’ Alto Sebino che vogliono sapere da Lei come intende affrontare questa difficile situazione.
Nell’augurarLe buon lavoro, Le porgiamo distinti saluti.
Il presidente del Circolo Culturale 3 Torri Castro
Massimo Rota
La nostra lettera non ha avuto risposta.
Ci chiediamo perché.
Forse, per i politici e gli amministratori, i pareri e le legittime richieste dei cittadini non sono degne di essere prese in considerazione.
Al contrario, i media hanno dato ampio spazio alla nostra iniziativa.
Numerose associazioni presenti sul territorio Sebino-Camuno ci hanno contattato e si sono rese disponibili ad affiancarci in questa civile battaglia, condividendo le nostre legittime preoccupazioni.
A.V.A.S. di LOVERE
SPORT ACTION di SOLTO COLLINA
ADRENALIN DIVING di LOVERE
BASE NAUTICA BARRO di SOLTO COLLINA
ASSOCIAZIONE WIND-SURF TOLINE di PISOGNE
CIRCOLO CULTURALE “L’ONDA” di SARNICO
LEGAMBIENTE SEBINO
LEGAMBIENTE VALLECAMONICA “C. Branchi”
VERDI SEBINO
VERDI VALLECAMONICA
CLUB AMICI DELL’AVVENTURA di LOVERE
ARCI di BERGAMO
TERRA MIA di ROGNO
AMICI DEL “ COREN PAGA’ “ di ROGNO
CIRCOLO CULTURALE “SANDRO PERTINI” di LOVERE
NUCLEO ECOLOGICO VALLECAMONICA-ALTO SEBINO di LOVERE
CANOTTIERI SEBINO di LOVERE
CONSORZIO DEI DUE LAGHI di LOVERE
Incontrando i loro rappresentanti abbiamo ritenuto di unire i nostri sforzi fondando un comitato che, in linea con le finalità che descriviamo nel seguito, provvederà a redigere un progetto per regolare le future attività in ambito sebino-camuno.
Il comitato ha preso il nome:
CHIEDETELO AL CIGNO
Troppo a lungo l’acqua è stata considerata un bene gratuito inesauribile ed il suo utilizzo ha assunto i caratteri dell’inefficienza e dello spreco. Il 71% della superficie terrestre è coperta d’acqua, ma il 97% è salata. La già ridotta e preziosissima percentuale di acqua dolce è in pericolo a causa di vari fenomeni: inquinamento, cementificazione, domanda crescente, utilizzo irrazionale delle risorse, crescita economica insostenibile e cambiamenti climatici.
C’è bisogno di una cultura nuova, fondata su una maggiore consapevolezza e responsabilizzazione nell’uso dell’acqua che riconosca la limitatezza di questo importante risorsa e quindi l’improrogabile necessità di una corretta gestione e tutela del territorio affinché ne venga garantita la disponibilità ma soprattutto la qualità.
In particolare viene rilanciata la necessità di gestire questa risorsa attraverso una pianificazione di bacino idrografico, con un’ottica ecologica che consideri il ciclo delle acque e non i confini amministrativi di province, regioni o stati. La direttiva si fonda sui principi di precauzione, prevenzione e di “chi inquina paga”.
Gli stati membri vengono così chiamati non solo alla definizione delle caratteristiche dei distretti idrografici, non solo all’esame dell’impatto ambientale delle attività umane, al monitoraggio dello stato delle acque superficiali e sotterranee, ma anche ad intraprendere concretamente le misure necessarie per impedire il deterioramento dello stato di tutti i corpi idrici superficiali e sotterranei.
L’obiettivo della Direttiva è di raggiungere un buono stato delle acque superficiali entro il 2015.
L’inadempienza dell’Italia nel recepire la Direttiva 2000/60 CE non ha eguali in Europa.
Siamo l’unico paese della Comunità Europea che non ha recepito la Direttiva e che non ha avviato alcuna azione significativa verso quella direzione.
Purtroppo, oltre ad un vergognoso ritardo istituzionale, si deve registrare un altrettanto ritardo culturale.
Il rapporto con l’acqua, è incentrato sul suo sfruttamento, sul depauperamento delle sorgenti, sullo spreco per consumi inutili, su una qualità delle acque troppo bassa e spesso ulteriormente peggiorata da scellerate azioni e dalla totale mancanza di attenzioni verso caratteristiche naturali dei corpi idrici.
Tutto il paesaggio, indipendentemente dal suo valore intrinseco, ma in quanto “ambiente di vita delle persone” che quindi influisce sulla qualità della vita, è soggetto a tutela e riqualificazione. Tutto ciò in assoluto accordo con uno sviluppo economico durevole e sostenibile progettato ed attuato con il coinvolgimento sociale delle popolazioni locali seppure affiancate da esperti. Sono quindi le comunità locali ad avere il compito di riprogettare il territorio secondo valori e simboli che intendono preservare.
E’ necessario a questo proposito un forte intervento educativo per aumentare la sensibilità collettiva ai problemi ambientali e un riconoscimento alle comunità locali che si distinguono per l’attuazione di politiche di protezione, gestione e sviluppo corretto dei loro territori.
E’ importante che la comunità locale conosca lo stato dell’ambiente in cui vive, le pressioni che su di esso si sviluppano, gli squilibri e le conseguenze nel breve e lungo periodo, la presenza o assenza di politiche che abbiano un forte interesse alla salvaguardia, recupero, valorizzazione del proprio territorio.
La conoscenza è quindi il presupposto per una presa di coscienza ambientalista e di cittadinanza attiva.
Bisogna infatti Conoscere per assumere comportamenti corretti ed adeguati a livello individuale e collettivo e per stimolare le istituzioni a sviluppare politiche e progetti che abbiano una forte valenza ambientale.
Negli ultimi cinquant’anni il fiume Oglio, Il torrente Borlezza e il lago d’Iseo sono stati oggetto di aggressioni varie da parte delle comunità locali che ne hanno modificato gli assetti e le dinamiche. In termini complessivi si è registrato una perdita considerevole della biodiversità, della qualità del territorio, della sua identità, senza considerare il rischio idraulico che è considerevolmente aumentato.
Il Gruppo Ambiente del Circolo Culturale 3Torri di Castro in collaborazione con la professoressa Garibaldi dell’Università la Bicocca di Milano ha prodotto, un paio d’anni fa, una mostra che, con tabelle, grafici e fotografie, fa emergere in maniera molto evidente lo stato di degrado delle acque del nostro territorio.
Questa mostra è stata pensata e prodotta come uno strumento itinerante sul territorio, con lo scopo di fornire una corretta informazione al cittadino e stimolare le istituzioni a sviluppare politiche e progetti che abbiano una forte valenza ambientale.
Questo lavoro si è trasformato ora in un DVD che può essere utilizzato con più facilità da tutti i cittadini ed in modo particolare dalle scuole.
La nostra ambizione è quella di riportare l’attenzione sul sistema fluvio-lacuale come percorso privilegiato per la valorizzazione sociale, culturale, ricreativa e di conseguenza economica del nostro bel territorio.
Ci siamo proposti di raggiungere alcuni obiettivi pratici:
1- promuovere una conoscenza collettiva sui problemi dell’acqua
2- promuovere la sensibilità ambientale e la disposizione alla sua conservazione
3- stimolare i cittadini a una partecipazione responsabile della gestione e consumo dell’acqua a livello locale
4- promuovere cambiamenti di comportamenti nei confronti dell’acqua nel proprio territorio
5- promuovere la conoscenza scientificamente fondata delle questioni inerenti il fiume Oglio, il torrente Borlezza e il lago d’Iseo
6- promuovere azioni che vadano nella direzione della salvaguardia, recupero e valorizzazione delle acque superficiali del nostro territorio
7- sensibilizzare e stimolare le istituzioni preposte al fine di ottenere il sostegno, lo sviluppo e il potenziamento di politiche orientate sia all’educazione ambientale sia agli interventi di prevenzione e di risanamento dell’ambiente, in modo particolare quello acquatico del territorio
8- valorizzare le potenzialità culturali, simboliche, economiche e ricreative del paesaggio fluvio-lacuale del nostro territorio.
Non si può restare alla finestra a guardare inerti il progressivo peggioramento della qualità delle acque, senza provare a fare nulla …
Nessuno è così ingenuo da pensare di salvare il mondo da solo. Ciascuna delle persone che compongono un’immensa folla si domanda perplessa: “ma cosa può fare un individuo da solo ?”
C’è una relazione tra ciò che si fa ogni giorno - come altre migliaia di persone - e tanti fenomeni che apparentemente sembrano lontani.
Usare meglio l’acqua, è uno dei possibili contributi per raggiungere un obiettivo ambizioso ma sacrosanto e cioè quello sviluppo sostenibile di cui oggi parliamo in tanti, spesso senza capire che dipende anche dalle nostre scelte di vita.
E’ chiaro che i politici, gli amministratori, i tecnici hanno pesanti responsabilità, ma anche ognuno di noi ha le proprie, sebbene spesso preferisca dimenticarsene.
Siamo convinti che la rinascita ambientale ed economica del Sebino passi certamente per la grande via delle opere pubbliche, ma probabilmente anche dal viottolo dei piccoli passi quotidiani.
Non dite mai che non ne vale la pena, che tanto non lo fa nessuno, che è inutile, che è solo una goccia … è la vostra goccia; non ha valore? Vi stimate così poco? Mettete la vostra goccia … qualcuno deve pur cominciare
… poi, arriveranno le altre …
Ognuno, a suo modo, può dare il proprio contributo …
… goccia dopo goccia … si fa “il Lago”…